venerdì 12 marzo 2010

LE ULTIME PAROLE DI ALEXANDRE DUMAS PADRE AD ALEXANDRE DUMAS FIGLIO


Alexandre Dumas figlio crebbe un pò così, temporeggiando. Non riusciva a capirci granchè di come funzionassero le cose e si rifugiava quindi in un morboso rapporto di referenzialità paterna unilaterale. Nel senso che suo padre, che lo aveva avuto dalla sua vicina di pianerottolo,(all'epoca le distanze erano ancora importanti) si curava poco di lui, mentre il piccolo Dumas pensava che il suo importante genitore potesse spiegargli tutti i segreti della vita. Era convinto che possedesse il segreto per far funzionare le cose. Ma quando si rivolgeva a lui per avere consigli o chiarimenti sulle questioni del mondo riceveva sempre risposte evasive del tipo: "Figliolo mio, quando sarai grande capirai." Oppure: "Figliolo mio, non è il momento giusto". Oppure ancora: "Figliolo mio, quando sarà il momento, saprai."
Il povero Alexandre Dumas figlio si guardava attorno, e gli sembrava che tutti i suoi coetanei se la sapessero cavare molto meglio di lui. Questo lo portava a domandarsi perchè mai i genitori altrui avessero svelato il segreto ai loro figli senza farsi troppo desiderare. L'astio verso il padre continuò così a crescere. Del resto lo stesso Alexandre Dumas padre non aveva sviluppato un buon rapporto con il padre che era stato un valoroso generale francese e lo aveva avuto da una schiava nera di Haiti (probabilmente sua vicina di pianerottolo).
Gli anni passavano e a Dumas figlio cominciò a sorgere il dubbio che il padre non rispondeva alle sue domande semplicemente perchè non ne conosceva le risposte. Probabilmente perchè Dumas nonno si era comportato allo stesso modo con lui.
I rapporti tra i due si interruppero definitivamente fino al giorno in cui, Alexandre Dumas padre, ormai in punto di morte, fece chiamare al suo capezzale il figlio. Questi si precipitò da lui. Per la prima volta suo padre aveva qualcosa da dirgli e lui sapeva bene che quella sarebbe stata la prima ed ultima occasione. Del resto il giovane Dumas aveva ormai 46 anni ed il suo temporeggiare diventava ogni giorno sempre più complicato. Quando il padre lo vide, gli fece cenno di avvicinare l'orecchio alla sua bocca e, con grande sforzo, gli sussurrò le sue ultime parole, che furono: "Figliolo mio, mi brucia il culo." Poi spirò.
Alexandre Dumas figlio non ebbe figli.

7 commenti:

calendula ha detto...

perché non fanno mai vedere queste scene di lirismo assoluto nei film???

Pure Poison ha detto...

E noi cogliamo
i Frutti confusionari
di un uomo che si è sempre
sentito assolutaMente inadeguato
e fuori tempo ...
D'altronde l'incertezza del Padre
era nota ...
Ancora mi chiedo perchè scrisse
"I 3 Moschettieri"
che poi, di fatto, erano 4.

Clà ha detto...

Esilarante! Ahahah dove lo hai trovato?

Ste ha detto...

Come commento ha poco a che fare con il post che hai scritto, al momento non sono capace di scrivere cose pertinenti (ho ancora i neuroni pucciati nella birra di ieri). Comunque complimentarmi era il minimo che potevo fare, si possono avere in testa le idee migliori ma saperle scrivere è altra cosa =)

Ste

Marta ha detto...

credo mi sia capitato...si...
dovrei viverlo meglio per goderlo e capirlo!

poetella ha detto...

Ma che dolce empatia nel voler, alla fine del tutto arrivata ormai, rivelare e condividere una così intima, segreta, inconfessabile pena?
Non ce lo metti questo?

(troppo forte, questo post!
E meno male che da te piove sempre...
Se uscisse il sole potremmo slogarci le mascelle dal ridere!
O no?)

Paola ha detto...

Hahahahaha... fantastico!!!!
Il bello che leggevo con molta avidità di conosere il finale... hihihihihi
Sei terribile!!!
Ciao Lorenzo scusa il ritardo nel farti visita... ogni tanto bisogna fare i conti con il tempo...
Felice giornata... un abbraccio