venerdì 17 maggio 2013

E’ talmente evidente l’inutilità della vita che sembra davvero assurdo se non stupido questo affannarsi dell’uomo per non separarsene. Cosa c’è di così tremendo nello smettere di vivere? Nulla. A meno che non si cada nelle trappole, nei ricatti delle emozioni. Ma le emozioni sono per i vivi. Chi mai potrebbe dispiacersi di essere morto? Non esiste un valido motivo per vivere, dal momento che non sappiamo neppure perché viviamo. L’emozione ci fa dire che viviamo per i nostri genitori, per i nostri compagni, per i nostri figli. Ma noi dovremmo vivere prima di tutto per noi stessi, dal momento che qualcuno ha deciso per noi che dovessimo vivere. E in molti casi non era nemmeno previsto. Viviamo spesso per un semplice errore. La prima cosa che dovremmo fare è non dare la vita a nessun altro. La vita è statisticamente più brutta che bella. Nessuno di noi ha chiesto di vivere. Se non ci fossero le emozioni, la scelta più logica di fronte alla totale mancanza di senso della vita, sarebbe togliersela immediatamente. Se il genere umano decidesse coscientemente un suicidio di massa mondiale come estrema forma di protesta per la mancanza di spiegazioni al nostro esistere, il Dio che ci ha creato, se esiste, interverrebbe o ci lascerebbe estinguere?  Se, nonostante tutto quello che ci può capitare, noi continuiamo a vivere è per il sorriso che ci fa nostro figlio quando ci vede arrivare, o per il bacio appassionato che ci regala la persona che amiamo e per tante altre piccole cose che, disseminate come trappole nella nostra tragedia esistenziale, ci illudono e, come una droga, ci rendono schiavi. Continuiamo a vivere perché ne vogliamo ancora di emozioni così belle. E quando l’emozione finisce, ritorniamo ad essere nulla nel nulla. Si può allora decidere di vivere per questo, ma si può anche scegliere diversamente. Senza sentirsi in colpa.

7 commenti:

fracatz ha detto...

questo mi conferma nella mia convinzione che resteranno solo i cinesi, i cinesi ed i rom, quest'ultimi solo come elemento folcloristico e di conforto per i ceti poveri

Pierluigi ha detto...

Rappresentazione.
Ma il mondo come Volontà se ne frega di noi e prosegue indisturbato.

Saamaya Saam ha detto...

Esistono due o tre emozioni permanenti per cui valga la pena provarci: la panna montata; la musica e il deserto, ad esempio.

Tout le reste est une invention.

magneTICo ha detto...

@saamaya: dimentichi la marijuana...

John Law ha detto...

Ho superato la paura della morte all'età di sette anni, quando di notte mi svegliai piangendo perché avevo sognato di stare in una bara. Corsi da mia madre e gli dissi "mamma la mortemi fa paura, non voglio morire". Lei, donna pratica e dall'erudizione fatta di esperienza mi rispose: "amore non devi aver paura di un sogno, la morte non la incontrerai mai, se ci sei tu non c'è la morte, se c'è la morte non ci sei tu". Punto.

John Law ha detto...

@Saamaya Sam e @magneTICo...
io aggiungerei anche un'altra cosuccia... ma non voglio passare per triviale e allora sorvolo.

Emix ha detto...

Secondo me morire dev'essere una figata.