venerdì 23 novembre 2012

SHIT



Io e Snoop Dogg eravamo a Roma per la causa di beatificazione di Renatino De Pedis e siccome le cose andavano per le lunghe perché c’era chi si rifiutava di riconoscere come miracolo la banda della Magliana, andai con lo spilungone a visitare la Cappella Sistina.
Dato un rapido sguardo alla volta, per via della cervicale, ci trovammo di fronte al Giudizio Universale. Un capolavoro tale da fare esclamare al vecchio Calvin: “Ohh, shit!”. Un pentecostale di Altamura gli indicò l’uscita e lui se ne andò, stringendosi nella sua pelliccia da Gangster-pappone. Non penso di essere il primo a dirlo, ma il Buonarroti era davvero un genio.
Non avevo mai visto tanti uomini e donne nudi dalla foto di Spencer Tunick davanti all’Opera House di Sidney. Angeli senza ali, santi senza aureola, Gesù senza barba, tette e piccoli peni ovunque. Ma soprattutto, che muscoli! Altro che Superman o Braccio di Ferro! Il trionfo degli anabolizzanti! Chissà se tra gli ignudi c’era anche il suo bel Tommaso de’ Cavalieri. E per fortuna avevo visto su internet l’originale, altrimenti non mi sarei mai accorto che Santa Caterina d’Alessandria era nuda e  a pecora davanti ad un San Biagio ingrifato, prima che la censura facesse modificare la scena. All’uscita trovai Snoop che mi aspettava. Si lamentò del poco tempo che gli avevano concesso per ammirare la Cappella e io per non spiegargli il misunderstanding tra “Ohh, shit” e “Uscita” in dialetto pugliese, mi limitai a dirgli che ai negri era concesso meno tempo.
Lui si calmò e cominciammo a parlare dell’importanza del tempo nella vita dell’uomo. Mi mostrò un tatuaggio con il disegno di una tartaruga con la vela e le parole “Festina Lente”.
“Affrettati lentamente, fratello” mi disse “Nella vita c’è tanto di quel tempo che si finisce sempre per annoiarsi.” Come dargli torto? Pensiamo al tempo che perdiamo a scuola, al lavoro, a letto con nostra moglie, a fare la fila a Gardaland, ad aspettare i treni, eppure ci rimane ancora un sacco di tempo in cui ci annoiamo al punto che finiamo per fare cazzate come il volontario nella sezione locale della Protezione Civile in quei paesini dove la catastrofe più grave ricordata è stata la diarrea del Capo della Protezione Civile locale dopo un pranzo della Protezione Civile in occasione del compleanno del Capo della Protezione civile, dove erano stati cucinati cibi scaduti destinati ai terremotati del Belice e mai recapitati perché nessuno se la sentiva di fare un viaggio così lungo con la Fiat Campagnola della Protezione civile. Allora avevano ragione i poeti romantici inglesi della prima metà dell’ottocento, che morivano a trent’anni perché non avevano più nulla da fare. Pensiamo a Lord Byron. Pubblicato a 19 anni, membro della Camera dei Lord a 21, incestuoso qualche anno dopo, si sposa, abbandona la moglie, si risposa, perde una figlia. A 36 anni, non sapendo più cosa chiedere alla vita non trovò di meglio da fare che andare a combattere per l’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano, forse perché si piaceva vestito all’orientale, e trovando così la morte. Ma non in battaglia. Di meningite.
“Quante vite sprecate” disse il rapper “Avessero almeno donato gli organi…”
Io non ho ancora deciso se donerò i miei. Preferirei essere prima assolutamente sicuro di essere morto e non “certamente morto” “praticamente morto” o “evidentemente morto”. Non vorrei che un giorno, per carenza di organi, o per il marito del Ministro delle Pari Opportunità bisognoso di trapianto urgente il legislatore spostasse il limite del “post mortem” allo stato di “profondamente addormentato”. E’ per questo che russo molto rumorosamente.
Nella mia famiglia solo una lontana parente donò, anzi donava gli organi. Anzi, un solo organo. In realtà non era proprio una donazione ma piuttosto un prestito d’uso a titolo oneroso. Ok, faceva la puttana ma se si va a guardare gli alberi genealogici, tutti hanno avuto, tra i loro avi, almeno una puttana, uno che è stato in galera e un politico. E, in alcuni casi, erano la stessa persona.

8 commenti:

Inneres Auge ha detto...

Se guardo il mio albero genealogico trovo un bisnonno che ha lavorato per la mafia in America ma quando se n'è accorto stavano per fargli la pelle.

Michelangelo era un zozzone

** Sara ** ha detto...

Anche la mia famiglia é in media. Tutto normale.

Random Walk ha detto...

Mi autocito “… avere qualcuno dietro può essere piacevole”. E come si sa per la chiesa il piacere è peccato. Ma se non è peccato che piacere è?
Comunque vorrei far notare che hanno eliminato anche lo scopofilo onanista che osserva eccitato le terga di Santa Caterina mentre si dona a San Biagio.
Eh sì, c’è una grande bellezza nel donare. Io dono tutte le volte che posso

:)

Emma Peel ha detto...

Io avrei voluto una zia ex madre superiora deturpata dalla deflagrazione di una bibbia e dedita alla gestione della tratta di bambole gonfiabili in tutta L’Asia Minore, invece l'unica pecca dell'albero genealogico di famiglia, sono io.

kermitilrospo ha detto...

vi invidio tutti, io non ho nemmeno l'albero genealogico.

Pierluigi ha detto...

Buonarroti Merisi Antonioni... Montuori

Anonimo ha detto...

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Lorenzo ha detto...

L'ultimo commento non l'ho capito, ma va bene lo stesso:-)
come si dice...l'importante è che se ne parli.