lunedì 30 agosto 2010

IL CANTO DELL'IDROMEDUSA

Sadico mondo
Dove l’uomo muore
Sempre troppo presto
Lasciando incompiuta la sua vita
In cui molto ancora
Aveva da fare
Mentre io
Che  sono lunga
Non più di due millimetri
Che non ho sangue
Né ossa né cervello
Vivo il mio tempo
In fondo al mare
Piccolo polipo
Attaccato al fondale
Senza nulla da fare
Se non aspettare
Di diventare medusa
E di riprodurmi
Senza neppure amoreggiare
E quando alla fine
Potrei finalmente morire
La mie cellule
Anziché marcire
Tornano giovani
Cadono sul fondo
E torno ad esser polipo
Che diventa medusa
Un’altra volta ancora
E poi polipo e poi medusa
E polipo e medusa
Senza fine
Aggirando la morte
Per l’eternità
Sadico mondo
Togli all’uomo la vita che ama
Ed io piccola idromedusa
Che tanto mi annoio
Non muoio.

11 commenti:

Amore_immaginato ha detto...

Ecco cosa divento nella mia prossima vita....
Che questa presunzione d'immortalità mi piace assai!

Erotici Eretici ha detto...

Vuoi vedere che ora selezioneranno il dna di questa creatura alla ricerca dell'immortalità? Bellissima questa roba, Lorenzo. Come dice Amore, sopra di me, forse abbiamo scovato un essere vivente Induista? Reincarnation!
Io comunque mi tengo questa massa di cellulacce morenti. Poi si vedrà.
Yang

gattonero ha detto...

Prima o poi troveranno che nella sequenza del dna c'è un gene che consente queste 'mutazioni'.
Verrà brevettato da qualche cervellone, e la riproduzione sarà consentita solo a chi la "merita".
Ripetendo tentativi già provati in un non lontano passato.
Speriamo che l'idromedusa resti 'immortale' a modo suo, e a noi continui a restare il 'ciclo della vita': in fondo anche noi siamo immortalizzati, a cascata, tramite i figli.
Cambiare sarebbe solo egoismo egocentrico.

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

"Siamo spiacenti...

Non siamo stai in grado di gestire la tua richiesta. Riprova oppure torna più tardi."

questo mi compare quando ci provo uffà... eppure ieri mi sono unito ad un blog senza problemi... :(

Premetto che uso google chrome, ma anche con explorer non riesce ad apririmi la pagina per sottoscrivere il feed. BOH! NOn so cosa dirti Lorenzo...

E intanto penso alla polpomedusa immortale e un pochino la invidio.

gattonero ha detto...

@ Rospo: sei il mio punto di riferimento, in merito all'adesione a Lorenzo. Porta pane, salame e uova sode, io porto il vino, e bivacchiamo fuori dal cancello in attesa dell'apertura.

Grace (ma nana) (ma cazzara santa) ha detto...

Sì, ok..ma come fa a capire che ha raggiunto la maturità sessuale?
Mmm...quando le rilasciano un diplomino?

Lorenzo ha detto...

@Greis: quando fa le uova, I suppose...

calendula ha detto...

non so se mi piacerebbe un eternità così noiosa.....

☆ღ )O(Claudia)O( ღ☆ ha detto...

Beh..occorre guardare le cose da diverse prospettive!! Il fatto di avere una vita terrena mortale, di passaggio, ci sprona a vivere le cose con più intensità... Ad ogni modo, a mio avviso, anche noi siamo immortali: i nostri scritti, le nostre memorie, le nostre emozioni, la nostra anima vivono al di là della morte, per poi rigenerarsi e ricominciare...un pò come la piccola idromedusa!! Tutto è un cerchio, e ogni cosa prima o poi ritorna!! :)
Ti abbraccio

davide idee ha detto...

solo un organismo così insignificante può sopportare una cosa così terrificante.

Asha Sysley ha detto...

La felicità a volte risiede in quello che non c'è. Ne è testimonianza continua ricerca dell'uomo nell'immortalità. E spende il suo tempo ricercandola. Labilmente perde lo scopo principale della sua vita. Aggira la morte per un attimo, non credendo nella causa e conseguenza degli eventi. Nel ciclo nel quale tutti siamo forzatamente immessi. Lasciare che qualcosa di noi, continui a respirare, si rigeneri e continui a vivere. Oltre noi, potenzialmente immortali. Perchè a volte, solo l'Anima non ci basta.