lunedì 19 gennaio 2009

CAINO (e anche abele)


Molto tempo fa gli uomini non sentivano il bisogno di avere delle leggi.
L’omicidio non era un reato.
Se Tizio ammazzava Caio avrà avuto i suoi motivi e, comunque, erano cazzi suoi.
Poi ci si rese conto che se io ammazzavo te e tuo fratello ammazzava me e mio fratello ammazzava tua sorella e suo cugino ammazzavo mio zio, non era un gran bel vivere.
Così si stabilì che se uno ammazzava un altro, la società aveva il diritto di giudicare i motivi per cui era successo e, se non erano ritenuti validi, il diritto di punire l’omicida.
Con il tempo, ovviamente, sono cambiati i metodi di giudizio e le conseguenti punizioni o assoluzioni.
Fino ad arrivare ai giorni nostri.
Superata la cosiddetta legge del taglione (occhio per occhio, dente per dente) qualcuno, nel tentativo di tenere calmi gli animi, arrivò a dire: “Porgi l’altra guancia.”
Ora, realisticamente, e con tutto il rispetto per chi ha pronunciato questa frase (se mai fu davvero pronunciata) questa a me pare la legge del coglione.
Immagino qualche Grande Fratello che un bel giorno ha pensato:
“Qui se tutti si ammazzano a vicenda chi li controlla più? Diciamo allora che se uno subisce un torto deve perdonare, così la spirale di violenza finisce lì. Ecco sì, inventiamo il perdono. Diciamo che se perdoniamo andiamo dritti in Paradiso, così se ne stanno tutti buoni e tranquilli e non fanno troppo casino. (Ovviamente non si azzardino a toccare me perché io li ammazzo con le mie stesse mani, ma questi sono fatti miei. La gente deve seguire gli insegnamenti. Se poi io non li seguo non sono cazzi loro. E poi si sa, siamo tutti uomini. Possiamo sbagliare.”

Io penso, semplicemente, che molte cose è giusto siano perdonate. Altre no.

Nessuno tocchi Caino, per carità. E chi lo vuole toccare quello? Il solo pensiero mi fa schifo.
Ma qualcuno, per favore, seppellisca Abele perché comincia a puzzare e non vorrei che a Caino
dia fastidio.

6 commenti:

Ma|Be ha detto...

seppelliamolo Abele. e facciamolo riposare.
che Caino ha sempre tempo di perdonarsi ed essere perdonato. Se sopravvive a se stesso.
ma la terra che copre Abele e l'aria che lo circonda, salviamole.
che se puzza l'aria e puzza la terra poi a noi chi ci consola..

ashasysley ha detto...

Proprio ieri parlavo del perdono con un amico. E li per li ho detto che di solito perdono, anche abbastanza a cuor leggero.
Poi ho riflettuto.
Da quando ho i bimbi, non perdono chi me li tocca, in qualuque senso, morale o fisico che sia. Anzi, sarei disposta ad uccidere per loro.
Sono andata avanti e ho pensato che ora che sono cresciuta, non abbasso più la testa e la squoto perdonando, continuo a guardare in faccia la persona.
No, non perdono più.
Mi sono girata, ho visto i miei cassetti pieni di perdono, di rancore che ho avuto alle spalle, di repressione e poi mi sono chiesta: "Perchè non perdono più?".
Perchè fondamentalmente mi sono stancata di dover capire chi mi sta davanti, di perdonarlo, sapendo che non ha capito me (dato che ha sbagliato nei miei confronti) e non gli interessa nulla farlo.
Quindi ho deciso che perdonerò, sicuramente, ma solo colui che mi chiederà di capire perchè ha sbagliato.

Follementepazza ha detto...

più che perdonare credo di tollerare..fin quando non esplodo...e poi divento io quella che deve essere perdonata...

NERO_CATRAME ha detto...

Mi viene in mente il titolo del film
"Dio perdona, io no"come non giudico la massa,non generalizzo,ma guiardo la persona aalora la stessa cosa faccio per il perdono.Il perdono si perde nella mancanza di rancore e nell'idifferenza.Come posso dire di aver perdonato se poi non ho più fiducia.Se il male oggetto del perdono torna a tracciare le sue ferite.E allora può essere che la mia rabbia si sfoghi,che la bufera passi e la pace torni,ma tu non sei perdonato,non sei e basta.Ovvio per le sciocchezze non serve il perdono.

Ale ha detto...

secondo me è ancora tormentato dai sensi di colpa :D

Roby ha detto...

Poco importa se perdoniamo, tolleriamo o ci vendichiamo, esiste una sorta di giustizia divina che si abbatte su di noi inesorabilmente.